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September 11 11 settembre 2009 ore 17 e 20 minuti inizia il più bel sogno della tua vita: la realtà!!!!
Comincia una nuova VITA In una città della bassa Campania, nell'undicesimo giorno del mese di settembre, alle ore 17 e 20 minuti, nasce Marisa. La famiglia esulta. Tutti corrono a destra, a sinistra, qualcuno al centro. Nessuno e ripeto nessuno riesce a stare fermo. L'emozione si è fatta strada lungo tutto l'arco della giornata ed è esplosa nel pomeriggio portando lo scompiglio un pò ovunque. Accade, così, che nelle sfere basse della terra, quelle dove camminano gli esseri viventi più piccoli e indifesi: formiche, coccinelle, grilli, ragnetti, e tutti i piccoli animali che, risentono direttamente e indirettamente di ciò che accade nella vita del mondo di "lassù", per intenderci, il mondo degli uomini, arriva la notizia di una bimba portatrice di sogni. Si diffonde la notizia di foglia in foglia, di ramo in ramo, fino a giungere alle alte sfere del cielo, dove regnano incontrastati uccelli e nuvole di gioia. Le nuvole, subito, improvvisano una danza allegra a suon di gocce di pioggia e impercettibili fiocchi di neve, un pizzico di vento e poi, entra in scena lui, il sole che con i suoi raggi illumina tutta la zona. Le formiche cominciano a preparare i loro doni per la bimba dei sogni e così vanno alla ricerca di tutto ciò che reputano utile ed indispensabile per realizzare un dono degno della nuova bimba. Il grillo già si sfrega le zampine, pronto a diventare il saggio della storia, quello pronto a vegliare sulla bambina affinchè prenda sempre le decisioni più felici. Questo sì che è un grillo come si deve. La coccinella, intanto, che fa? La coccinella, mentre gli altri stanno ancora decidendo come organizzarsi, si incammina, decisa a raggiungere la culla della bambina. Questa la sua intenzione: "non le dirò nulla, semplicemente, le starò accanto, non tanto per portarle fortuna quanto per donarle ogni giorno un sorriso, un colore nuovo e farle attraversare l'arcobaleno". Eccola che cammina lungo i sentieri più ardui senza sentire la fatica ma ridendo al pensiero della nuova vita che già l'aspetta. Intanto, le formiche raccolgono briciole, residui di cibo, piccoli resti di oggetti abbandonati. Accumulano ogni cosa con entusiasmo in uno spiazzale e quando finiscono e si rendono conto che quel mucchio di oggetti raccolto con tanto amore non sarà mai un gran regalo per la bimba, cominciano a piangere. "Questa non va bene. Questa non serve a niente. Questo? Che roba è? Non c'è nulla che possa fare al caso nostro". Credono di essere inutili, di non poter arricchire la vita della bambina dei sogni. Diventano sempre più tristi, finchè un millepiedi non arriva dal suo primo viaggio in un negozio di scarpe usate. Vede le formiche disperate e chiede spiegazioni. Rosina, allora, la formica più ciarliera, racconta ogni cosa. Il millepiedi scoppia a ridere dicendo "ma cosa state combinando? Non c'è bisogno di regalare nulla alla nuova venuta. Il vostro entusiasmo è già il dono più bello. Se volete regalarle qualcosa, portatele ogni giorno allegria e visto che è la bambina dei sogni andate nel suo mondo incantato dove la realtà è fantasia e cantatele una canzone al sapore di fragole e lamponi, raccontatele una storia ad ali aperte, portatele colori incandescenti, un assaggio di cielo, un gomitolo di nuvole, un fiore saltellante, fischiate una dolce melodia, rimbalzate, starnutite, insomma regalatele un mondo fatto di magia e di sogni divertenti". Le formiche si rianimano a sentire quelle parole. Con nuovo entusiasmo si tuffano a capofitto in un mare di possibilità. Qualcuna di loro, non sapendo nuotare, afferra la sua canna da pesca e prova a tirarla verso il cielo. "Colpita". E' così che si è accesa la prima stella, poi, altre dieci, cento, mille stelle che illuminano in cielo una strada di desideri. Marisa, la bambina dei sogni, che ancora non conosce nulla della vita, fa il suo primo sogno nel quale vede un mondo che le piace molto, fatto di esseri buffi e allegri. Ciò che vede le piace così tanto che da questo sogno in poi, ogni volta che aprirà gli occhi riderà di gusto, proprio come sta facendo ora. La famiglia rimane stupefatta "è incredibile, già ride! è un miracolo". In fondo loro non sanno ciò che sappiamo noi. Marisa è la bambina dei sogni e in essi c'è la realtà che l'aspetta fatta di sorrisi, risate, allegria e tanto entusiasmo. Mi raccomando, però, non raccontate in giro questa storia. Potrebbero non credervi. Acqua in bocca e sogni in tasca. Non dimenticate mai che la vita che inizia ora è un sogno. Il più bel sogno della nostra vita perchè è la realtà.
Comincia una nuova VITA by Giovanna Giaquinto is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia License. Based on a work at semplicesai.spaces.live.com March 24 E' UN GIORNO SPECIALE... perchè a volte i desideri diventano realtà...
"i regali più grandi sono quelli
che parlano delle persone che AMI"
e impari ...
"quanto è bella e grandiosa la semplicità"
...
"NON CONTARE GLI ANNI MA I RICORDI"
March 29
“Mi disse che da lei te n'eri andato, ed a lui mi volesti rammentar; lei poi mi diede il mio certificato dicendomi: ma tu non sai nuotar. Egli poi disse che non ero andato (e non si può negar, chi non lo sa?) e se il negozio sarà maturato, oh dimmi allor di te che mai sarà? Una a lei diedi, ed essi due le diero, tu me ne desti tre, fors'anche più; ma tutte si rinvennero, — o mistero! ed eran tutte mie, non lo sai tu? Se lei ed io per caso in questo affare misterioso involti ci vedrem, egli ha fiducia d'esser liberato e con noi stare finalmente insiem. Ho questa idea che prima dell'accesso, (già tu sai che un accesso la colpì), un ostacol per lui, per noi, per esso fosti tu solo in quel fatale dì. Ch'egli non sappia chi lei predilige (il segreto bisogna mantener); sia segreto per tutti, chè qui vige la impenetrabile legge del mister.”
da Alice nel paese delle meraviglie
“Vivere si può se leggero senti il cuor perchè oggi, io sò che il segreto per esser sereni come un fior non è esserci, ma non esserci E questo nell’animo fa furor Se io in me non son vivo la vita e sento la passion se in me io son, il pensiero ruba vita al giorno intero ed io trascinata da paure ed eventi son”
da Semplicesai nella vita delle meraviglie
May 29 - 0 - [ … la domanda sorge spontanea! e ora? …] …ora la narrazione può pure cominciare …
“c’era una volta, anzi c’è o forse…”
disse la nonna alla nipotina
ansiosa di ascoltare la storiellina
“dai nonna non fa niente
raccontami la storia di quando
ero piccina che è divertente”
“la tua mamma e il tuo papà vivevano a milano
eh già, proprio così, e per me era tanto lontano!
chi era mai stata fuori dal piccolo paese?
tu lo sai, mancava ancora un mese,
e mi son detta “vado prima, così aiuto
la mia figliola che si deve preparare,
magari a fare delle spese”
eppure il caso non mi fa uno scherzo strano?
io arrivo alla stazione
e tu per la fretta nasci senza esitazione!
un mese prima.
scendo dal treno, lo ricordo come se fosse ieri,
nell’immensa stazione centrale,
un via vai di forestieri!
mi sentii smarrita, intimorita.
il tuo papà doveva essere là,
ad accogliermi e accompagnarmi
dalla mamma in città.
ma lui non c’era.
non per cattiva volontà,
anzi, lui era venuto alla stazione,
ma ora, so, ed è una constatazione
che i treni puntuali non sono quasi mai
e anche nel ritardo sono incostanti assai.
i fatti te li racconto tutti quanti:
papà era venuto all’orario stabilito
ma una voce annunciò
“il treno proveniente da napoli centrale
è in ritardo di un’oretta”
e così era corso in ospedale,
e questo mi par più che normale
ma il treno che doveva ritardare,
incredibile a dirsi, fu puntuale!
scesi dal treno e intorno cominciai a guardare
cosa potevo fare?
dove dovevo andare?
chi mi poteva aiutare?
un signore assai cortese
vedendomi sì smarrita
si avvicinò e mi chiese:
“signora ha bisogno di aiuto?”
gli raccontai la mia storia e lui comprese.
si infilò una mano in tasca e cominciò a cercare.
“eccolo” – dalla gioia urlò!
il tesoro ritrovato era un gettone con cui telefonare
e in quel momento il tuo papà, arrivò!
alzai le mani al cielo e dissi “semp chest me cumbin!”
lui sorridente, si avvicinò
mi prese il volto tra le mani con dolcezza
e mi annunciò: “siete diventata nonna già da un po’”
non ci potevo credere, con uno sguardo un po’ severo
chiesi conferma all’amico che era con papà
e lui rispose: “si è così, è proprio vero!”
e quel giorno non si può più scordare
il 29 maggio è nato questo fiore che si può solo amare …
[ … un sorriso a tutti quanti,
e adesso il conto riparte ma da zero in avanti,
perché oggi è tempo di cambiare
e una nuova storia deve iniziare …]
by gg
p.s. se non si fosse capito, oggi è il mio compleanno:
sono gemelli conclamata! e' grave? :o)
May 28 - 1
“non c’è più religione!”
disse un giorno un operaio straniero al suo padrone
quando scoprì che a questo mondo c’era un’invenzione:
raccontare favole ai bambini che addormentandosi
trasformavano il proprio sogno in lezione!
“c’era una volta”, disse il padrone,
e la favola rapì l’operaio con intenzione.
dopodiché certo dell’attenzione,
riprese attentamente la narrazione:
c’era una volta una bambina
che, attraversando il bosco, portò la colazione
alla sua anziana nonnina
la donna viveva in una casa isolata
descritta da tutti come incantata
la vecchina paura non aveva
ma alla piccina il bosco
un po’ di terrore incuteva.
gira la testa a destra, a manca,
d’improvviso un sussurro del vento,
per il timore, le smosse l’anca
e spaventata cadde a terra traumatizzata.
giunse da dietro un albero, come per magia
un vecchio lupo famelico ma dall’innata furbizia
e la paura della piccina andò via.
“grazie al cielo un volto amico!” ignara della sua imperizia,
gridò la bimba, avvicinandosi al lupo in amicizia.
il lupo le accarezzò i capelli con meraviglia e dovizia
e le chiese con letizia:
“dove vai bella bambina tutta sola soletta?”
“dalla nonnina a portarle pane in cassetta,
ciambelle dolci al miele, la cioccolata che l’alletta
marmellata di lampone e tante altre primizie”.
“mamma mia che delizie!”
rispose il lupo pregustando con la sua fantasia
la marmellata di lampone non sapendo neanche cosa sia.
“ti posso accompagnare?” – disse il lupo prontamente
e la bambina “no non puoi, cosa penserebbe di me la gente?”
“come vuoi, sono un lupo rispettoso e ti lascerò immantinente”
detto questo a zampa alzata salutò la bimba e
di nuovo per magia il lupo andò via.
“che lupo a modo, dicono tutti che è brutale
ma non è vero, sarà timido e non è male”
la bimba giunse dalla nonna e quando arrivò
ebbe una sopresa. dal suo letto la nonnina la guardò
con gli occhi grandi grandi, le mani enormi e la bimba domandò:
“nonna che occhi grandi hai”
“per guardar meglio da lontano, che non si sa mai”
“nonna che mani grandi hai”
“piccina mia, i fatti tuoi non ti fai mai?”
“nonna cosa mi dici mai?”
“perdonami, sarà l’influenza, mi fa male assai”
ma la bambina ebbe paura ormai
quella non era la sua nonnina e una domanda
doveva porger per separar la realtà dal semmai:
“nonnina che bocca grande hai!”
ecco la realtà: era il lupo che in un sol boccone
aveva inghiottito la nonna ed i suoi guai!
altro che lupo a modo
con la nipote voleva fare il brodo.
la piccola fuggì via e il lupo
la rincorse a suo modo
per le strade, fra la gente ma nessuno potè niente
solo un cacciatore che capito l’inganno indecente
sparò e colpendo il lupo fece uscire
la nonna dal suo stomaco immediatamente!
“che fregatura” pensò il lupo.
che ci posso fare? la mia è una iattura
io devo pur mangiare e ora invece
pure il buco allo stomaco devo sopportare!
la bambina abbracciò la nonnina,
il cacciatore, lo strinse al cuore
e imparò la lezione:
nella vita bisogna sempre fare attenzione!
… [fidarsi è ovvio, si deve e si può
ma di cautela ce ne vuole sempre un po’! ] …
un sorriso attraversando il mondo… by Gg [Ringrazio Cris per avermi dato, involontariamente, un piacevole spunto per giocare con le parole]
May 27 -2
solo per amore e con un po’ di fantasia nacque da un uovo, sulla via, uno strano, grigio anatroccolo brutto, debilitato e dal corpo piccolo
i suoi fratelli, contrariamente, belli, sani ed aitanti, seguivano la mamma diligentemente con baldanza ed esuberanza: iniziava per essi, così, una danza per il brutto anatroccolo era, invece, solo una mattanza
si tuffarono nello stagno ma il piccolo, sdegnato e maltrattato, dopo nell’acqua aver fatto un solitario bagno, perché dagli altri isolato, fuggì lontano dalla sua mamma, triste e mortificato.
d’improvviso il suo sguardo cupo da una visione venne rallegrato: un cigno, bello, bianco, candido, elegante e spregiudicato.
lo invidiò per la bellezza e continuò per la sua strada senza alcuna certezza.
il freddo, il gelo e l’amarezza furono il regalo di un inverno, per l’anatroccolo, privo di gaiezza. un brivido percorse le sue piume e al suolo cadde stremato senza forze né più alcun barlume
un contadino lo raccolse e gli offrì amore un caldo giaciglio e di una casa il tepore la primavera con i suoi fiori lentamente sbocciò e con essa anche il piccolo anatroccolo si trasformò.
attraverso i colori della natura giunse pian pianino, vicino ad uno stagno birichino, in esso si specchiò e…miracolo…l’anatroccolo così brutto e dalle piume smunte era sparito al suo posto un cigno di reale beltà per dire al mondo: “non è un miracolo e’ la vita, che trasforma tutto in realtà…”
… [ Siamo pronti per spiccare il volo? ] …
[planando sopra boschi di braccia tese |
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