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9月18日

20 settembre...tutti in piazza a brindare :O)

 

 
DOMENICA 20 SETTEMBRE 2009
 
incontra i tuoi Amici
in una delle piazze italiane
dove è presente AISLA
 
insieme potrete brindare
alla ricerca che è LIBERTA' e VITA
 
e partecipare alla
 
GIORNATA NAZIONALE SLA
 
 
bimbi
 
 
fino al 20 settembre invia un sms
o chiama da rete fissa Telecom Italia il
 
48589
 

ci vediamo in piazza?
11月29日

 

domandina...ina...ina...
 

 

che nome dareste ad un clown?
 
perchè?
 
 
 
6月28日

 

Giovanna: “sorridendo con il ragnetto mi diletto”

 

 

Il ragnetto dove lo metto?

 

Cielo! Si è nascosto sotto il letto.

l’ho inseguito ma lui corre, il bel tipetto

 

Ragnatele tesse in gran quantità

sembra un mago di buona volontà

 

E’ un istante solo

e di tele ti riempie al volo

 

Che stupore vedere il suo lavoro

mai si lamenta e il suo filo pare oro

 

Brilla al sole quel ricamo raro

mentre di vita ci parla il ragnetto caro

 

 

semplicesai

 

2月4日

 

"qualcuno conosce il trabocchetto?"

 
 
 
"quando tutto è semplice si commettono meno errori"
(ken follet)
12月28日

 

[ per chi ha gli occhi per vedere ma ancora non lo sa fare]

[e per chi vuol giocare con me da ogni luogo]

 

C’era un bambino che chiamava le persone gli “hellos”. Quindi non diceva “guarda quell’uomo” ma “guarda quello hello” e diceva “è venuto uno hello. C’è uno hello alla porta”. Il motivo è che sentiva, semplicemente, suo padre dire alla gente “hello”. Se si dice “tavolo” a un tavolo e “sedia” a una sedia, allora quelli a cui si dice “hello” devono essere gli hellos. Quello che mi piace di questa storia è che gli hellos sono molto più simpatici della gente. Mi sembra che gli hellos siano dotati delle capacità più semplici e comuni di un uomo. Gli hellos sono una sorta di speranza. L’unica cosa che devi fare per diventare un hello è semplicissima “basta guardare le cose con occhi nuovi” (tratto da "gli auguri fiat" da un racconto di Peter Bichsel)

 

 

 

 

quando si aprono gli occhi e si comincia ad ascoltare con il cuore

il mondo, improvvisamente, appare diverso e tutto quello che

fino ad un attimo prima sembrava impossibile, diventa realizzabile.

 

"e tu che fai...vuoi diventare un Hello?!"

12月18日

 

Natale  puoi...
...Colorare  Babbo Natale
 

 
Ho visto...
 
...una bimba pulire con un fazzoletto il finestrino della macchina,
poi, per per controllare il lavoro fatto, ha avvicinato il viso
e ha appoggiato  la mano sul vetro e...ops...chissà come mai
si è sporcato di nuovo...e ha ricominciato a pulire con lo
stesso entusiasmo di prima...
 
Ho visto...
 
...una ragazza in un negozio. Stava impacchettando
un oggetto che ho preso per una persona importante.
Io, però a volte sono proprio distratta.
Cercavo il portafogli e e mi sono accorta di averlo dimenticato a casa. 
Ho comunicato la notizia alla ragazza che ha continuato
a preparare il pacchetto. Poi, ha detto "tranquilla, te lo metto da parte".
Ma ha visto che ci sono rimasta male...e così: "facciamo così,
porta via il pacchetto e quando puoi lo vieni a pagare". Mi si è illuminato il
viso. E poi ha detto: "ma non venire oggi pomeriggio, fa troppo freddo!!!"
Sono andata via dal negozio cantando...
 
ora tocca a te:
dimmi cosa hai visto  che ti ha fatto sorridere
o ti ha fatto tenerezza e
coloriamo insieme Babbo Natale!
 
un sorriso Gg
 
 
12月11日

 

 
 
[se io potrei  amerei senza riserve]
[se io potrei mi lascerei andare]
[se io potrei sarei libera]
[se io potrei  porterei un sorriso nel mondo]
[se io potrei bandirei i miei pensieri]
 
...
 
la grammatica antipatica
del
 
"grammaticalmente scorretto"
 
 
 
Se io potrei  farei
se io potessi  facessi
ma
se io posso, perchè non posso?
 
 
...dimmi,
di ciò che non potresti
...cosa faresti?
 
 
 
[eventuali orrori  di orto&grafia sono da ritenersi
parte integrante della capacità
di vivere la vita a braccia aperte ]
 
 
12月5日

 





...e VERDOLINO dove è finito?...

 



c'è chi dice che verdolino

sia buono come un panino

 

dolce come un cioccolatino

tenero come un piumino

morbido come un sofficino

 

se lo incontri al mattino

senti che il buonumore è già vicino

 

è schiumoso come un cappuccino

brioso come un cremino

effervescente come un crodino

è croccante come un torroncino

ogni tanto piccante più di un peperoncino

 

ma tieni a bada il tuo pancino

magari sbadiglia un pochettino

e poi se vuoi arriva l'aiutino:

 

il nostro AMICO color del pino

non è un bucatino, nè uno spaghettino

 

come dici? un mandarino?

no, anche se il suo è un profumo di intesa

 

e allora guardati in giro ma senza attesa

e scoprirai che

 

se qualcuno ruba un sorriso con te

 

sotto sotto c'è VERDOLINO

 

il tipo buffo e malandrino

 

 

 

[si nasce bruchi per diventare farfalle]

 

 

 

...VERDOLINO VEDOLINO VERDOLINO...

 

 

 

 

 

12月3日

 





...VERDOLINO sta arrivando...

 



qui giochiam con la fantasia 

e allora VERDOLINO cosa vuoi che sia?

 

un giocattolo? un biberon? un vestitino?

un palloncino? una tutina? un soldatino?

un omogeneizzato? di pomodoro un concentrato?

forse un gelatino? oppure un giornalino?

 

alla mente nulla è vietato

 

è allora un fiorellino? un ombrellino?

un cielo di stelle, incantato?

prova "day" ispira tu un pensierino

 

può essere tutto quello che ho elencato

 

ma anche un principino o un agnellino

o forse solo un regalo desiderato

un sogno realizzato … e se fosse un cagnolino?

e perché no…magari un soldino?

 

vuoi un indizio piccolino? e allora leggi pian pianino:

 

VERDOLINO ...è...dove c'è un bambino !!!

 

 

 

[il segreto per volare è volere (Gg) ]

 

 

 

...sta arrivando VERDOLINO...

 

 

 

 

 

11月28日

 




...sta arrivando verdolino... 

 

SEMPLICITA'

"DOMANDA" COLOR 

ma ve lo ricordate questo gioco?  

ci avete mai giocato?

forza giocate con me...

 

"strega comanda color ROSSO"

 

 

  ...sta arrivando verdolino...    

 

11月24日

 

sempliceDay

ENERGIA allo stato puro!"

 

dal sorriso naturale

il benessere universale!"

11月22日

 

CHIUNQUE PUO' LEGGERE LE PAROLE "CONFUSE".  E' INCREDIBILE MA VERO. BASTA CHE IN UNA PAROLA SIANO PRESENTI AL POSTO GIUSTO LA PRIMA E L'ULTIMA LETTERA E  IL CERVELLO LEGGERA' COMUNQUE LA PAROLA ESATTA. NON CI CREDI? PROVA E CREDERAI...

MOVTIZIAONE. QESUTA E' LA PAOLRA CHE DA UN PO' DI GORINI MI GRIA NLELA TSETA. PER FRAE TTUTO CI VOULE LA MOVTIZIAONE : CHE E' LA SPNITA PER FRAE ONGI CSOA.  

HAI UN PRGEOTTO IN UN CASETSTO CHE VUOI RALIZEZARE MA NON SAI DA DVOE COINMCIARE? NON SATRE FEMRO. ARPI LA FIESNTRA , GURADA IL CLIEO E TOVRA LA TUA MOIVTAZIONE PER AGRIE  

VUOI CABIAMRE LAORVO? NON ASETTPARE. LE CSOE ACADCONO E TU NON POUI CONINTUARE A RIANDMARE. TRVOA LA MOIVATZIONE E CECRA IL LAOVRO PER CUI SEI POTRATO.  

HAI VOLGIA DI SORIDRERE MA RISECI SLOO A PIAGNERE? ECCO DI NOUVO C'E' BIOSGNO DLELA MOIVAZTIONE. GUADARTI INORTNO. ARPI GLI OCHCI E QANUDO MNEO TE LO APETSTI LA TOVRERAI.  

NON GUADRARE IN UNA SLOA DIRZIEONE. NON DRIE: TI PRAE FAILCE? TATNO, NLULA E' PIU' DIFIFCILE DI QEUL CHE E'. E ALOLRA , FROZA , IL MNODO ASETPTA IL TUO SORIRSO E TU HAI BIOGSNO DEL SORISRO DEL MNODO. MI SBGALIO?  

TORVA LA TUA MOTIAZVIONE E IL TUO CUROE SATRA' BNEE E ACNHE IL TUO COPRO EUSLTERA'. LA MOTIAZVIONE E ' L'UINCA MEICDINA COTNRO LO STESRS, LA PARUA , IL RIPIAMNTO E ONGI MLAE DI SATGIONE.

11月12日

 

... liberi di scegliere ...

 

...

 

un mondo di sorrisi - un sorriso al mondo

 

sorrido al mondo - il mondo sorride

 

...

ciao

 

scegliete bene le parole...e fate sorridere il mondo, il "mio" mondo...

e scoprirete che se il mondo non può cambiare

non è detto che il "mio" mondo non si possa trasformare...

 

provare per immaginare

 

 

 

...un sorriso...Gg 

 

 

11月6日

   

SEMPLICITA' DAY Trecento mele sono le prime due che cassetti parole mi vengono in mente questa sera in cui ho voglia di giocare a far spazio nei della vita. Parole senza senso carezze rivolte a qualcuno o forse a nessuno. A chi mi dice Magari cerca e mi inonda di parole, dopo che per a chi mi mesi non ha avuto più bisogno è strana delle mie. che la vita. l'opposto dice con le parole che mi vuol bene ma che ha fatti dimostra e poi ho voglia di mischiare A chi mi tutte queste parole e vedere cosa ne . parole un sorriso verrà fuori DAY confuse Chissà se con la luna qualcuno ma quando  capirà qualcosa come qui   quale affetto e se semplicemente cercata una vita in un mare di, troverà di cuore a chi non parla, a chi, ma che ti abbraccia non dice quando c'è il sole e lo fa pure. la vita è preziosa e non è  è ciò in cui noi speriamo senza capire che non eterna dovremmo chiedere ancora una volta DAY a voi l'infinito chiudono e non è un gioco perchè? l'inferno il paradiso che ci siamo. ti ho Libertà, costruiti e tu voglio pensare eri proprio qua. libertà Trecento mele la il gioco sequenza e credo proprio che qualcuno noterà un pò di parole confusione poi le parole nelle o forse no ma in fondo non importa, è un gioco e come tale ad esso.  ecco è questo della vita vagabonde e rimettere insieme dai............................SEMPLICITA' DAY
 
10月31日

  

BENVENUTi allo "ZUCCA DAY"

 

 

Istruzioni per l'uso di ZUCCA DAY

 

(che si legge esattemente come è scritto senza virtuosismi di sorta.

DAY non è una parola inglese ma una forma più accattivante per dire

D A I

le tre lettere della parola che ci incoraggiano a fare sempre di più)

Qui da noi si festeggia il CORAGGIO, da cui DAI,

perchè noi siamo VERE Zucche non ZUCCHE vere.

 

una VERA ZUCCA non è una testa vuota

ma una testa che ragiona e che ha

 

il CORAGGIO delle IDEE

il CORAGGIO della PAROLA
il CORAGGIO del SORRISO

il CORAGGIO della FANTASIA

il CORAGGIO dei SOGNI

il CORAGGIO dell'AMORE

IL CORAGGIO della VITA

 

(dai voce al tuo coraggio, comunica la tua forza a chi, quando e come vuoi!)

 

 

ti senti una VERA zucca come me?

e allora, questo è il posto giusto.

sostieni, con le tue parole, ZUCCA DAY

 

 

conosci qualcuno ha bisogno di coraggio o di un incoraggiamento?

hai bisogno di una spinta per fare qualcosa?

vuoi dire a qualcuno: "DAI ce la puoi fare!" 

 

Questo è il posto giusto. Mani alla tastiera e scrivi il tuo

 

DAI (per dare forza)

o il tuo MI DAI (per trovare la forza)

 

se invece il tuo problema è che ti senti ancora una ZUCCA vera

non fa nulla, scrivi lo stesso quello che vuoi

e con il tempo anche tu diventerai una VERA zucca.

 

"nulla è impossibile per sempre!"

 

Gg

 

P.S e se nel frattempo ti dovesse scappare un sorriso...non ti trattenere :O)

 

 

 

 

 

10月20日

    

[ATTENZIONE Comunicazione di servizio: Chi conosce già il gioco continui ad accarezzare la luna (STO ACCAREZZANDO LA LUNA:) - Chi invece non conosce ancora il gioco può leggere l'intervento precedente (Penny) ... e insieme continueremo a dar vita a questa storia (una parola dopo l'altra): Fine comunicazione ATTENZIONE]
 
 

C’era una volta, in un paese non molto lontano da lì, un oceano infinito di nome universo. Nelle sue acque nuotavano pesci di ogni specie: il pesce cestello, il pesce ombrello, il pesce pensatore e perfino il pesce motore. Ogni mattina, sulla riva nord-est dell’oceano, si recava un ragazzo di nome indefinito. Camminava fino a raggiungere l’acqua. Guardava fugacemente l’infinito e poi, voltando le spalle all’oceano si sedeva per terra e, quotidianamente, pensava alla sua vita, non considerando il suo futuro, ma guardando solo il passato. Vedeva tutto ciò che gli era accaduto, dal momento in cui si era seduto a terra fino al momento in cui era venuto al mondo. Un viaggio indietro nel tempo. Diciamo, però, che il viaggio lo iniziava solamente, non riusciva mai a portarlo a termine, infatti dopo pochi minuti di solitudine, ogni volta, sentiva una voce urlare il suo nome: “Indefinito! Indefinito! Muoviti è tardi. Dobbiamo andare a scuola” e Indefinito rispondeva sempre: “ma è presto!”. La voce che lo chiamava era quella del suo amico silenzio, un bravo ragazzo, su questo non si discute, ma era sempre convinto di essere in ritardo. E così, Indefinito, ogni mattina, replicava per un po’, ma poi cedeva alle insistenze dell’amico e andavano insieme a scuola. Arrivati all’ingresso, trovavano il cancello chiuso e puntualmente Silenzio diceva: “ma forse è presto!” […]

 

“Ecco, hai visto? Te lo avevo detto che era presto!”. “E ora che facciamo?” E Indefinito, come ogni mattina, con pazienza, rispondeva allo stesso modo: “Giochiamo! Sì, giochiamo al gioco dei contrari!” E nel pronunciare questa frase Indefinito ci metteva così tanta gioia che Silenzio, si entusiasmava ogni volta, anche se lui perdeva sempre. Il gioco dei contrari consisteva nel rivivere a ritroso episodi della propria vita, immaginando di poterli modificare e rivivere in maniera diversa. Sì, Indefinito amava il passato e non pensava mai a quello che sarebbe stato il futuro! “In fondo”, diceva sempre “il passato lo conosco, il futuro non so neanche cosa sia, perché devo sprecare i miei pensieri per un tale che non ho mai visto quando il caro e buon passato mi segue da una vita?” Si allontanarono dalla scuola e si andarono a sedere su una panchina, accanto ad una grande fontana con due statue che sputavano acqua. Le due statue rappresentavano una donna in sella ad una motocicletta e un bambino seduto sul ramo di un albero. Silenzio, come sempre, urlò un numero: “64” e Indefinito, pronunciò a fior di labbra un giorno “giovedì”. I due ragazzi, amici, da quando i rispettivi genitori li avevano concepiti, avevano catalogato, nella loro testa, tutti gli eventi passati (non c’era un solo momento che avessero vissuto separati) e a caso li evocavano. 64 giovedì corrispondeva a quell’episodio in cui avevano incontrato per la prima volta amore. Amore era una giovane donna dai capelli biondi e l’occhio allegro che, lavorava in un parco. In questo parco c’erano 423 panchine e 103 fontane. Amore si occupava della loro manutenzione. Ogni giorno, camminava nel parco, avanti e indietro, su e giù, con un secchio di vernice di colore diverso. Un giorno rosso, un altro giallo, un altro ancora indaco, un altro violetto e molto spesso usava il colore passione. Controllava con precisione tutte le panchine e le fontane e se vedeva un graffio, partiva una pennellata di colore. Tanti colori per una stessa panchina. Era uno spettacolo da vedere. Anche perché, Amore non sembrava dipingesse quanto piuttosto che accarezzasse quelle panchine. Lo faceva con così tanta tenerezza che a vederla si rimaneva incantati. Accadde allora, che nel giro di poche settimane, le panchine e le fontane divennero color arcobaleno. Un giorno il sindaco del paese, fece una passeggiata nel parco e vide quello spettacolo. Colori ovunque, il parco era diventato il parco della gioia dove era più facile sognare e più divertente passeggiare. Dopo essere rientrato in comune, convocò in sessione straordinaria il consiglio comunale e fece una proposta: “è ora di fare qualcosa di importante per la nostra città. Per prima cosa, dobbiamo valorizzare il parco del vento e per farlo è necessario cambiarne il nome” – i consiglieri si guardarono un po’ interdetti e credettero che il sindaco fosse impazzito. Con tutti i problemi che la loro città doveva affrontare nell’ultimo periodo, lui, li convocava, per cosa? Solo per cambiare il nome di un parco. Il sindaco era così entusiasta che alla fine, riuscì a coinvolgere (questo è quello che lui immaginò) tutti i consiglieri. A dire la verità i consiglieri acconsentirono solo per non perdere tempo. Un consigliere si alzo e domandò: “allora come lo vogliamo chiamare questo parco?” E il sindaco rispose: “arcobaleno” e poi aggiunse “e la prossima riunione del consiglio comunale la faremo nell’arcobaleno”. “Sì, mi piace! Tutti da oggi in poi, andranno nell’arcobaleno”. Dette queste parole, il consiglio comunale si sciolse e i consiglieri andarono via dalla sala comunale, infastiditi, stupidi e soprattutto, credendo che il sindaco avesse perso il lume della ragione. Amore, intanto, continuava nel suo lavoro, ignara dei cambiamenti che sarebbero avvenuti e che presto avrebbero coinvolto anche lei. Da lontano c’era qualcuno che guardava Amore con una tenerezza infinita e osservava ogni suo gesto con attenzione e a bocca aperta. Uno dei giardinieri del parco, di nome vivere, stava scoprendo la bellezza del suo lavoro grazie alle semplici azioni di Amore e mentre potava, innaffiava, innestava, piantava pensava […]

 

“che meraviglia. Dove passa Amore, tutto si trasforma in un’armonia di colori”. Vivere avrebbe tanto voluto parlare con Amore, ma aveva paura. Credeva che quella donna che colorava con tanta gioia il mondo intorno a sé sarebbe sparita se lui avesse avuto il coraggio di avvicinarla e dirle anche solo una parola.

Vivere lavorava, pensava ad Amore e sognava e mentre faceva tutto questo vedeva che di giorno in giorno aumentavano le persone nel parco. Prima 2. Poi 10. Poi 100. Accadde così che la tranquillità di quel parco, dove Vivere osservava Amore da lontano, si trasformò in confusione. Non c’erano più solo le mamme o i nonni che raccontavano le storie colorate delle panchine ai propri nipotini, o i fidanzatini che camminavano mano nella mano progettando una vita insieme, ma anche uomini d’affari immersi nei propri progetti di rinnovamento. Geometri. Architetti. Scolaresche in gita che lasciavano, ovunque, tracce del proprio passaggio. I politici, cominciarono a tenere lì i propri comizi. Stilisti di fama nazionale usarono il parco come scenografia per le proprie sfilate di moda. Un giorno accadde l’inatteso. Vivere si vide recapitare una lettera di licenziamento con effetto immediato. La stessa lettera che ricevette anche Amore. Ormai nel parco Arcobaleno non c’era più posto per individui singoli e al loro posto vennero assunte squadre di operai. Le persone che frequentavano il parco erano aumentate in maniera considerevole. Stavano nascendo chioschi ovunque. C’erano due edicole. Il chiosco con le frittelle e le pizzette. Quello con i kebab. Nel fine settimana si organizzava la fiera rionale e la prima domenica di ogni mese venivano collocate in giro per il parco degli stands con articoli di antiquariato…Prima della rivoluzione che aveva coinvolto un po’ tutti, c’erano altri due personaggi che davano vita al parco corradosorriso  […]

 

Corrado era un uomo distinto, anche se, all’apparenza, di scarse finanze. Camminava nel parco e si fermava accanto ad ogni panchina. Si guardava un po’ intorno, alla ricerca di occhi. Sì, Corrado adorava guardare il mondo attraverso gli occhi delle persone. Appena trovava gli occhi giusti, si rilassava, apriva la custodia che portava sempre con sè e ne estraeva un violino. Anche questo, apparentemente, molto vecchio, ma tenuto con estrema cura. Lo appoggiava sulla spalla destra mentre con la mano sinistra afferrava l’archetto. Chiudeva gli occhi e si faceva avvolgere da una melodia particolare che lui aveva intitolato “inimatible“. Una melodia magica, in cui le note danzando, andavano a salutare tutta la natura. Le foglie vibravano, l’erba del prato fremeva, i fiori gemevano e le persone…sì, tutte le persone, anche quelle disperate, che non sapevano più a cosa aggrapparsi, per la durata di quell’armonia, si dimenticavano dei problemi, delle paure, dei dubbi, insomma di ogni pensiero e lasciavano spazio alla fantasia e cominciavano a sognare. Accanto a Corrado, c’era il suo Sorriso, un cucciolo di cane, di una razza non ben definita, che lo seguiva ad ogni passo. Finita la musica, Corrado deponeva archetto e violino nella custodia. Si accovacciava accanto al prato e cominciava a cercare qualcosa, e non si muoveva da quella posizione finchè non lo aveva trovato. “Eccoti qua!” – esclamava – allungava un dito, spostava una foglia e accarezzava il più piccolo fiorellino che abitava in quel prato. Non lo raccoglieva, lo accarezzava semplicemente e poi, soddisfatto, si alzava e si dirigeva, accompagnato dal suo sorriso, verso un’altra panchina e il gioco ricominciava. Però, dal giorno in cui il parco cominciò ad essere invaso da tutta quella confusione strana, cambiò qualcosa anche nella vita di Corrado […]

 

Accadde che, quel giorno che, venne chiamato “oggi”, come ogni mattina, nel paese dal nome disincanto dove c’era il parco "arcobaleno", tutto si svolse come sempre. Il sole era sorto. Le mamme avevano fatto alzare i bambini dal letto, avevano preparato loro la colazione. I papà erano stati i primi ad uscire di casa. Le squadre di operai, assoldate per lavorare nel parco, avevano fatto la loro prima sosta al bar. Caffè e cappuccini per tutti. E come ogni mattina nel bar c'era anche il buon sottosopra, un ragazzone grande e grosso, ma buono come un cornetto crema e amarena, che tutti evitavano, credendolo un pò fuori dal "normale". La brina era comparsa sulle foglioline. Le nuvolette avevano fatto spazio al vento ma qualcosa era cambiato…Indefinito e Silenzio, stavano correndo a scuola, come sempre, in anticipo. Indefinito pensava e Silenzio girò la testa a destra e meraviglia…il parco “arcobaleno” era sparito. Non esisteva più, era come se, per opera di un incantesimo quella gioia della natura fosse stato cancellato. Silenzio urlò: “non c’è più”. Indefinito cercando di capire cosa non ci fosse più e nel girare la testa a destra comprese…Il viso di Indefinito si riempì di lacrime le sue uniche parole furono: “è colpa mia. E’ tutta colpa mia”. Poco alla volta, da ogni lato del paese, giunsero tutti gli abitanti e la reazione fu la stessa per ognuno. Rimasero tutti a bocca aperta. “Fatemi passare!” – La voce del Sindaco si fece spazio fra tutta quella gente. Dietro di lui la giunta comunale che lo guardava, come se fosse un povero pazzo. Il sindaco corse da Indefinito, suo figlio che non smetteva di dire “è colpa mia. E’ tutta colpa mia”. Ma il sindaco non riusciva a capire. Cercò di dire qualcosa ma le lacrime di Indefinito non si fermavano. Il Sindaco, allora, fece l’unica cosa possibile. Pose una mano sulla spalla di suo figlio e lo attirò a sé e lo strinse in un abbraccio così pieno d’amore che […]

 

 

 

 

10月15日

       

[...magia in progress...accarezza la luna più che puoi...con tante parole e vedrai...]

 

 

Tutto accade per caso…o forse no! Comunque…forse è un caso…o forse no, oggi ho trovato questo racconto! All’inizio non ho “ascoltato” le parole…ero distratta. Ho messo da parte la pagina. Poi, all’improvviso, mi sono resa conto che avevo letto qualcosa di importante. Ho riaperto la pagina e ho letto…Il sentimento che ho provato? Una immensa tenerezza e poi…ho riletto…e ho capito… 

 

[…]

a chi ha tanto da dire ma che non sa come farlo (inizia e tutto verrà da sé)

a chi ha il blocco dello scrittore (o almeno crede)

a chi ha un sorriso nel cuore

[…]

 

 

Buona lettura a voi …

 

 

Penny non sapeva scrivere.

 

Stava lì nel suo bellissimo astuccio arancione tra la gomma e il righello, ma, per quanti sforzi facessero, nessuno riusciva a farla scrivere. Qualcuno le alitava in faccia, qualcuno la faceva volteggiare in una danza vertiginosa, ma non usciva neppure un segno piccolo piccolo. Penny aveva chiacchierato spesso con altre penne sui banchi di scuola su cui era stata dimenticata. C'era chi si lamentava del superlavoro, chi si annoiava perché faceva poco movimento, ma tutte le avevano assicurato che scrivere era molto bello, una piacevole sensazione di calore che si diffondeva dappertutto. Penny sapeva che prima o poi si sarebbe dovuta decidere a scrivere, ma una irrazionale paura la bloccava. E…se avesse scritto solo sciocchezze? E…se fosse stata costretta a scrivere bugie? Rabbrividiva all' idea che non avrebbe più potuto riprendersi le parole, una volta fissate sulla carta e così rimandava di giorno in giorno il momento fatale, nascondendosi sempre più sotto il righello. Poi accadde l' inevitabile: una mano impaziente le fece fare l' ultimo vorticoso valzer sull'angolo di un giornale e la lanciò lontano. Lontano dalla gomma, dal righello, lontano dall' astuccio, dai banchi di scuola, dal suo piccolo mondo. Improvvisamente si trovò sola, una penna grigia tondeggiante, che rischiava di finire stritolata senza avere mai veramente vissuto. "Bill vieni subito qui ! Che cos' hai in bocca?" e il cane lasciò cadere Penny ai piedi del bambino. Luigi raccolse la penna, la pulì nei pantaloncini e corse in casa col suo piccolo tesoro. In punta di piedi raggiunse il tavolo, rubò un gran foglio di carta e lo stese sul pavimento. "Voglio scrivere mamma " mormorò a bassa voce. Penny sentì un brivido per tutto il corpo, una dolcissima sensazione di gioia e senza più alcun timore aiutò il bambino a scrivere la prima parola della sua vita. (Roberta Bedosti)

 

…e da qui il gioco continua...

 

Scrivete tutto quello che volete ma poi, scegliete una parola, una sola parola, la prima che vi viene in mente e scrivetela!

Ma io devo capire che quella è la parola con cui giocate e allora prima di scrivere la parola, copiate questa frase nel commento:

 

STO ACCAREZZANDO LA LUNA:

 

e dopo i due punti scrivete la parola!

[inondatemi di commenti e di parole e scoprirete che accadrà una piccola magia (la magia è già in corso) ]

 

Un sorriso....e buon divertimento. Gg

 
10月13日

  

Che dite, ve lo strappiamo un sorriso
io, Myduck new versione e
Paperoni la bottiglia dei campioni
che ha viaggiato per i sette mari
e ha trovato AMICI assai rari?
 
 

...continua...

10月6日

 

Vi è mai capitato di scrivere un messaggio, poi metterlo in
una bottiglia e affidarlo alle onde del mare? No! Sì! Forse! 
Come No, Sì, forse? qua i quasi sono due...
pardon, i casi, sono due: o sì o no! Forse non vale?!?
 
Come dici Biancognomo? "qui siamo noi a stabilire le regole
e ognuno è libero di dire ciò che vuole...quindi anche FORSE"
 
E allora, immaginiamo di prendere una bottiglia e scrivere
un messaggio su un foglietto. Poi, lo arrotoliamo e lo spingiamo
giù, attraverso il collo della bottiglia...e poi?
E poi, chiudiamo bene la bottiglia e via, affidiamola alle onde.
 
 
Ora, con un pò di fantasia, immaginiamo l'espressione che
farà la persona che troverà la bottiglia con le nostre parole!
 
La state immaginando? No dico...immaginatela!
Io immagino lo stupore e la gioia
Immagino una persona assorta nei propri pensieri
che si sente un pò sottosopra per varie ragioni
(e tu sai come ci si sente, sì, sto parlando proprio con te,
con te che a volte ti senti un pò stanco, scoraggiato e vorresti
vedere il mondo un pò più bello, sì proprio con TE)
e vorrebbe un motivo per cominciare a sorridere e all'improvviso
vede una bottiglia...la apre...legge...e...
 
"non ci posso credere..."
(in quel momento non pensa ai suoi problemi e per un pò
trova quella carica di energia che lo rasserena un attimino)
 
 BASTA così POCO per far sorridere una persona,
e BASTA POCO per giocare con la fantasia e trasformare
un giorno qualunque in un giorno "straordinario"
 
...
 
"si può? posso dire una parola?"
"ma certo Biancognomo puoi dire ciò che vuoi"
"...[grazie! (perchè è una bella parola)]...visto che con me
avete fatto tutti un "lavoro" meraviglioso e ogni volta che mi guardo
noto che sono sempre più bello..."
"Biancognomo...non essere egocentrico, dì quello che vuoi e poi
andiamo a dormire che è tardi!"
"va bene. Qui sopra c'è il mio amico..Myduck, dicono tutti che assomiglia
a quel tale paperino dei fumetti, ma non è vero. Lui è l'unico e originale Myduck.
Anche lui vorrebbe un pò di colore per diventare, grazie a voi, simpatico come me
E allora ecco cosa dovete fare: scrivete dei messaggi (ciò che volete), 
Myduck ed io li metteremo nelle bottiglie e
poi le affideremo alle onde del mare e scoprirete...qualcosa... :O) "
...
dal mondo dei colori è tutto!
vi auguro una meravigliosa notte
e ricordate la "fantasia è ciò che ci rende VIVI, usiamola"
 
un sorriso, Giovanna, Biancognomo e Myduck
9月26日

 
 
Giocate con me e con Biancognomo
 
 
Vi presento  "biancognomo"! Checchè se ne dica non è parente di biancaneve!
(lui ci tiene a questa cosa, quindi è meglio essere chiari)
 
Biancognomo è il mio migliore amico.
E siccome entrambi crediamo " nell'amicizia "
ci aiutiamo sempre. Lui sa che semplicità (che sarei io) ha le pile un pò scariche
e allora ha avuto un'idea! Ha scelto una pagina del mio blog e l'ha "invasa".
...da questo punto in poi lascio parlare lui..."che è meglio".
 

 
"Italiani...Italiane! Mi servono parole, cantate, recitate, sognate,
ma soprattutto scritte. Vorrei regalare a semplicità, un mare di colori
e per farlo ho bisogno di voi. Scrivete commenti carichi di vita,
emozione...qualunque cosa vi ispiri il cuore!
 
Ad ogni commento, come per
magia la mia foto [che è quella sopra in bianco e nero:
sono bello vero? :O) ] si riempirà di colori...
 
Non ci credete? Scrivete e scoprirete...
 
io aspetto i vostri commenti, facciamo vedere di cosa
siamo capaci e carichiamo le pile di semplicità,
con pennellate di colori,
e come dice sempre a tutti:
 
"un sorriso"
 
by Biancognomo
[ questo l'ho detto io però eh :O) ]
 
 
 
[ad ogni commento verrà aggiunto un cuoricino
(scegliete il vostro)
...eh eh...continuate così...
il Biancognomo è contento e Semplictà anche :O) ]